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RC Auto contratto base: cos’è e come funziona

RC Auto contratto base: cos’è e come funziona
Emmanuele Menicucci
Emmanuele Menicucci Pubblicato il 20/07/2020

I Costi delle Assicurazioni Auto in Italia non peccano certamente per economicità e, a volte, l’impressione di aver “pagato troppo” risulta essere acuita dall’inserimento in polizza di costi e oneri difficilmente apprezzabili agli occhi dell’utente medio, che finisce con il corrispondere un premio più elevato in relazione alle prestazioni di cui avrebbe realmente necessità.

A ciò si deve inoltre aggiungere il fatto che i contratti RC Auto sono difficilmente comparabili, considerato che non hanno una struttura comune sulla base della quale poter effettuare gli auspicati confronti. Insomma, è molto difficile paragonare i costi applicati da una compagnia assicurativa rispetto a quelli applicati dalle sue concorrenti, e anche quando ci si limita semplicemente a paragonare i costi obbligatori, quelli sulla responsabilità civile.
 

Il contratto base

In questo scenario, però, c’è una buona notizia. Per risolvere il problema della difficile comparabilità delle offerte Assicurative e per poter proporre a tutti gli automobilisti un contratto base sul quale effettuare le proprie valutazioni di convenienza, ha preso finalmente il via il Contratto base. Finalmente, appunto. Perché questo schema contrattuale era previsto dal decreto n. 179 del 2012, che ha impiegato “solo” 8 anni per poter essere pienamente applicato.
 

Come funziona la RC Auto base

Ma come funziona la RC Auto base

In sintesi, attraverso questo scarno contratto assicurativo gli automobilisti potranno confrontare con più semplicità il costo dei premi, verificando – a parità di condizioni – quale sia la polizza base più conveniente rispetto alle altre.

Tutte le compagnie assicurative, a tal fine, saranno obbligate a proporre un contratto base, esponendo in maniera chiara il contenuto minimo per poter adempiere gli obblighi di legge di cui alla RC  Auto, la quale dovrà contenere:

- l’oggetto del contratto,
- le ipotesi di esclusione della copertura assicurativa, 
- la rivalsa,
- le ipotesi di dichiarazioni false e reticenti da parte del contraente,
- la necessità di comunicare all’assicurazione le condizioni di aggravamento del rischio assicurativo,
- l’estensione territoriale dell’assicurazione, 
- la durata e la decorrenza della polizza, 
- le vicende del contratto in caso di trasferimento della proprietà del veicolo, 
- l’attestazione dello stato di rischio, 
- le modalità di denuncia di sinistro, 
- le modalità di gestione delle controversie, le condizioni per l’applicazione del Bonus malus. 

Di fianco a tali elementi “base”, il contratto potrà separatamente indicare le condizioni aggiuntive che l’automobilista può richiedere e che potranno essere negoziate tra le parti.

Insomma, un nuovo strumento con una duplice finalità che i consumatori potrebbero finalmente cogliere:

- Da una parte la possibilità di poter stipulare un contratto “essenziale”, senza clausole aggiuntive e facoltative;
- Dall’altra parte l’opportunità di avere uno schema contrattuale “universale”, che potrà essere utilizzato per facili confronti tra le offerte delle diverse compagnie.
 

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